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    <title>BLOGGHIAMO A 360°</title>
    <description>Notizie, commenti, curiosità a tutto tondo</description>
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    <managingEditor>info@sipario.net</managingEditor>
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    <pubDate>Sun, 20 May 2012 17:53:16 GMT</pubDate>
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      <title>Bergamini:Dopo ventitre anni si ipotizza l'omicidio e non il suicidio.</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img alt="" align="left" width="150" height="89" src="/Portals/0/162406288_croppedbergamini.jpg" /&gt;da Reggionline.com&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Bergamini: "Non fu suicidio: evirato, morì dissanguato"&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;domenica 22 aprile 2012&lt;br /&gt;
Una perizia getta nuova luce sulla morte del calciatore del Cosenza, scomparso nel 1989&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2"&gt;Denis Bergamini&lt;br /&gt;
COSENZA – A quasi ventitre anni dalla sua morte, avvenuta nel 1989, esplodono nuovamente gli interrogativi sul decesso del calciatore del Cosenza Denis Bergamini. Secondo quanto scrive oggi “Il quotidiano della Calabria”, una perizia redatta nel 1990 – e, secondo il giornale, ignorata dai magistrati dell’epoca – avrebbe stabilito che non si sarebbe trattato di suicidio: “Bergamini su evirato e poi lasciato morire dissanguato”, scrive il quotidiano calabrese, citando la perizia. &lt;a href="http://www.reggionline.com/it/2012/04/22/bergamini-non-fu-suicidio-evirato-mori-dissanguato-12604"&gt;....... leggi tutto l'articolo.&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;L'opinione&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Evirato anziché travolto da un camion? Dopo ventitre anni dalla morte del giocatore del Cosenza, solo oggi si parla di omicidio e non di suicidio. Come è possibile non essersi accorti di un fattore così evidente? Un uomo, la cui fidanzata ha dichiarato essersi suicidato poiché gettatosi sotto ad un camion, viene trovato su una statale, evirato e senza lesioni che facessero supporre ad una collisione con un autocarro, e tutti credono al suicidio? E non è finita qui! Una perizia redatta già all'epoca, nel 1990, che evidenziava le lesioni afflitte ai genitali e l'assenza di traumi da collisione, si dice che non fu presa in considerazione.&lt;br /&gt;
Appare chiaro, qualora fosse tutto reale, che questa morte sarebbe a dir poco misteriosa ma ancora più misteriosa sarebbe la condotta degli organi inquirenti a cui "sarebbe sfuggito" il particolare dell'evirazione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img alt="" width="98" height="95" src="/Portals/0/giustizia.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
Storie di "giustizia" italiana&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://nuke.sipario.net/Home/tabid/70/EntryID/15/Default.aspx</link>
      <author>info@sipario.net</author>
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      <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 15:36:00 GMT</pubDate>
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      <title>Riforme, riforme, riforme</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/"&gt;&lt;img height="93" width="150" align="left" alt="" src="/Portals/0/monti.jpg" /&gt;Dal Giornale.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Lavoro, Monti: entro 7 giorni chiudiamo Camusso: "Siamo belli lontani dall'accordo"&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
La prossima settimana sarà conclusa la riforma del mercato del lavoro. Lo ha ribadito il premier Mario Monti, durante una conferenza stampa con il presidente della Commissione Ue, Josè Barroso. Quest'ultimo ha sottolineato che "l’Italia ha avviato una notevole riforma del mercato del lavoro, volta a rilanciare la prosperità e la crescita del Paese. Questo pacchetto di misure è fondamentale, speriamo di vederne presto i contenuti"&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/economia/lavoro_monti_incontra_confindustriala_prossima_settimana_chiudiamo_negoziato/elsa_fornero-cisl_uil-cgil-riforma_lavoro-jose_barroso-mario_monti/17-03-2012/articolo-id=577941-page=0-comments=1"&gt;leggi tutto l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="50" width="150" align="left" alt="" src="/Portals/0/logo sipario.jpg" /&gt;&lt;font size="3"&gt;la nostra opinione&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Lavoro, tasse, articolo 18, si mette in campo tutto, come dice il nostro Presidente del Consiglio, per far crescere l'Italia, per dare credibilità al Paese e per invogliare investimenti nella ns. affascinante Penisola. Partendo dal presupposto che ad oggi queste opere di risanamento sono pesate prevalentemente sulla gente comune, sugli operai, sulle piccole e medie imprese e sui giovani, quale futuro ci aspetta? Per quanto ancora la cosiddetta base dovrà sostenere da sola i problemi del paese? Ed infine quando arriveremo a chiedere "un sacrificio" ai potenti? &lt;br /&gt;
Abbiamo un grosso problema, dicono: l'evasione. Perché si crea il fenomemo dell'evasione, però, non se lo chiede nessuno. Oggi, in Italia, chi paga sempre tutte le imposte è il lavoratore dipendente, non perché sia più bravo degli altri ma semplicemente perché vengono trattenute alla fonte. E poichè per un imprenditore non versare allo Stato le trattenute del dipendente significherebbe commettere un reato penale, quei soldini del lavoratore vengono, prima o poi, regolarmente versati. E il resto della popolazione? Non si può generalizzare ma la maggioranza della popolazione delle partite IVA, magari per motivi diversi, può permettersi, entro certi limiti, di non pagare le imposte. Ma fin qui parliamo di onesti cittadini che dichiarano i propri guadagni e che poi si trovano nelle condizioni di non poter permettersi di pagare le relative tasse. L'evasione, invece, riguarda tutti coloro che lavorano e non dichiarano gli introiti provenienti dalle proprie attività professionali. Per essere più espliciti riguarda tutti coloro che incassano senza emettere ricevute o fatture. Ma come potremmo eliminare tale fenomeno? Come potremmo educare la popolazione a non evadere e a non consentire agli altri di farlo? Risulta difficile pensare che una famiglia mono reddito dinanzi alla classica proposta, certo illecita, di un professionista, un artigiano o altro, di pagare il 21% in meno se non si chiede la fattura, possa rifiutare l'offerta. E allora? Siamo anche noi causa dell'evasione? Sarebbe onesto dire di sì ma la domanda sorge spontanea: che vantaggio trae il cittadino dal chiedere l'emissione della fattura? Posso portare in deduzione il costo dalla mia dichiarazione dei redditi o potrò beneficiare di detrazioni fiscali? Mi fa maturare un credito d'imposta che posso poi recuperare? LA risposta è no,  nessuno, se non quello di certificare l'acquisto del bene o del servizio. La proposta allora e proprio questa, perché non diamo la possibilità al cittadino, qualunque sia la sua professione, lavoro subordinato o autonomo, di portare in deduzione le spese e i costi della propria vita e/o della propria attività e pagare le tasse in base a quello che realmente guadagnamo. Perche il lavoratore dipendente non può dudurreil costo per l'installazione di un elettrodomenstico, piuttosto che la riparazione dell'auto, etc. Credete che in tal caso risulterebbe interessante per il cittadino chiedere la fattura? Facciamola la riforma fiscale ma con più attenzione al cittadino onesto e con particolare cura a quella parolina che piacerebbe veramente a tutti: equità.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://nuke.sipario.net/Home/tabid/70/EntryID/14/Default.aspx</link>
      <author>info@sipario.net</author>
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      <pubDate>Sat, 17 Mar 2012 15:34:00 GMT</pubDate>
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